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Mi piace osservare la gente e il suo modo di guardare. C’è chi guarda andando dritto fino in fondo, cercando di capire il segreto della tua vita e chi invece guarda con timidezza, sfuggendo l’impatto, ma guardando tuttavia, per la necessità di incontrarsi con qualcuno, di comunicare. Sono questi che mi interessano di più; in questi casi sono io che cerco di capire e do via libera all’immaginazione per pensarecome possa essere la loro vita e quale il problema che li angustia.
Ci sono persone che guardano e, appena incrociano i tuoi occhi, distolgono lo sguardo. Li ho a noia perché ti sottraggono, con un atto violento e unilaterale, la loro merce, dopo aver dato un’occhiata clandestina, e per giunta frettolosa, alla tua.
Noi giovani guardano con desiderio e con ardire gli altri giovani, lanciando mille richiami vitali.
Quelli adulti ci sorvolano distrattamente con gli occhi come oggetti frapposti sul cammino, tanto che a me viene voglia a volte di rimpicciolirmi, di tiranni da parte per non coprire un obiettivo interessante. Ma non faccio mai in tempo e mi prendo quello sguardo di straforo, appena appoggiato, quasi con un leggero senso di colpa, che si dissolve però subito dopo, quando faccio valere la mia età ‘intermedia’ nell’impatto di sguardi con una persona anziana
I vecchi guardano accarezzando, chiedendo qualcosa: interessamento, sorriso, conferma che essi esistono e vengono riconosciuti come persone. Ai coetanei riservano anche uno sguardo del tutto particolare che mette a fuoco in un attimo le due situazioni e le confronta. La speranza che ognuno ha è sempre di non rappresentare la situazione peggiore e quando questo invece si verifica, la loro espressione si fa molto opaca e il corpo pare assuma una pesantezza maggiore. Ci sono comunque sguardi di persone anziane che non si possono sostenere senza provare un grande accoramento tanto appaiono sperduti e disperati.
Agli sguardi delle donne do sempre un ‘attenzione particolare, le donne non più giovanissime e non an cora vecchie, che si portano dietro l’attrattiva insostituibile della loro vita vissuta. Questa diventa allora un mistero interessante tutto da decifrare. Da come chiedono un caffè al bar e accendono la sigaretta chiacchierando con l’amica, intuisco se sono soddisfatte della loro vita, del rapporto col loro uomo o coi figli, oppure no. Se chiedono cioè a quel breve momento socializzante di rappresentare l’espressione del loro appagamento interiore o invece di esserne il surrogato momentaneo. In questi casi, dopo il primo impatto col loro sguardo
Voglio dire ancora qualcosa sugli sguardi delle coppie che passeggiano sui viali alberati...Se la coppia è molto giovane, quello che viene espresso, quasi irraggiato intorno dallo sguardo di lui è la felicità di andare incontro a una realtà nuova ed emozionante con un certo orgoglio maschile che qualche volta può mescolarsi a un senso di timidezza, senza esserne assolutamente offuscato, anzi. Quando cerco, all’altro capo del filo, lo sguardo di lei, ci trovo un’emozione che per certi aspetti non è diversa e infatti si unisce a quella di lui per dire agli altri: - Eccoci, siamo qui e siamo innamorati. Non si vede? -. Ma se mi soffermo ancora a guardare negli occhi brillanti ed estatici di lei, scopro un piccolo punto scuro, ai margini del prato illuminato dall’amore, un interrogativo appena formulato che potrebbe concentrarsi in queste parole: - Sì, ma che cosa vuoi da me? Ci sarà spazio nel tuo amore per i miei sogni? E io, sapro riconoscere i tuoi? -
Posso confessare che cerco sempre negli occhi delle coppie mature la risposta a quell’interrogativo. Guardo se gli occhi di lui cercano ancora ogni tanto quelli di lei, se in quelli di lei il sorriso non si è spento per lasciare il posto a un’espressione stanca e un po’ ottusa, ormai solo pronta a fare attenzione alla pesantezza del braccialetto d’oro o alla linea della scarpa di vitello marrone che interrompe il grigio dell’asfalto. Qualche volta è cosi. Allora distolgo lo sguardo per posarlo sulle spalliere di gelsomino e sulle piante di rose che fioriscono in abbondanza nei giardini ai lati del viale alberato. Altre volte invece scorgo ancora un guizzo di complicità negli occhi di una vecchia coppia e allora, pur senza conoscerli, li saluto con calore. Loro rispondono gentilmente, per niente sorpresi, e io mi allontano, pensando che, tutto sommato, è un passatempo molto piacevole il mio perché popola le giornate di storie interessanti che s’intrecciano le une alle altre, si sovrappongono, si uniscono in un continuo flusso vitale che è coinvolgente e appassionante come un bel film e in definitiva come il percorso della vita.
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